ERCOLANO
In accordo con la leggenda, Herculaneum fu fondata sul mare circa 3000 anni fa da Ercole sul versante meridionale del Monte Vesuvio, mentre l'eroe era di ritorno dalla Spagna dove aveva compiuto una dell sue memorabili fatiche.
Probabilmente, più prosaicamente parlando, Ercolano fu fondata dagli Osci (una popolazione italica) nell'VIII secolo e passò poi sotto la dominazione degli Etruschi e dei Sanniti.Come Pompei sotto i Romani era conosciuta ed apprezzata come luogo estivo di villeggiatura.
Anche Ercolano fu distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. ma mentre Pompei fu incendiata dalle ceneri, Ercolano fu soffocata da una nube piroclastica che sommerse la città sotto 20 metri di cenere e fango che solidificò successivamente. Tutti gli abitanti di Ercolano furono soffocati da fumi velenosi.

Ercolano fu la prima città ad essere scoperta al principio del XVIII secolo dal Principe d'Elboeuf mentre i suoi uomini stavano scavando un pozzo profondo sulle sue terre nel luogo dell'antico teatro romano.
Differenze e peculiarità di Ercolano rispetto a Pompei, la rendono unica ed importante allo stesso tempo.

Museo
Nazionale di Capodimonte:


ha sede nella grande struttura, che si articola attorno a tre cortili, del Palazzo Reale di Capodimonte. La decisione di creare qui un museo risale a Carlo di Borbone che vi sistemò la collezione donatagli dalla madre Elisabetta Farnese. Dal 1758/59 le sale ospitarono la “Real Galleria di Parma”, come veniva chiamata allora la collezione. La moderna struttura delle Gallerie Nazionali risale al 1957. Dopo il terremoto del 1980 sono stati necessari profondi lavori di ristrutturazione: il primo livello è stato riaperto nel 1995 mentre il secondo nel 1999. Il museo comprende un Gabinetto di Disegni e Stampe, la Galleria dell’Ottocento, la Galleria Farnese, la Collezione Borgia, l’appartamento storico, la Galleria delle Porcellane e il salottino di porcellana. Al secondo piano trovano posto la Galleria di Pittura Napoletana dal XIII al XVIII sec, la Collezione d’Avalos, la sezione di Arte Contemporanea.

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NAPOLI
Fondata probabilmente dai coloni calcidesi provenienti da Cuma (Neapolis, sec. V a.C.), difesasi da etruschi, sanniti e cartaginesi, Napoli si alleò a Roma nel 326 a.C. Decaduta a municipio (90 a.C.) per la concorrenza di Pozzuoli, fu quasi distrutta dalla compagine fedele a Silla poiché fedele a Mario (82 a.C.).
Durante la guerra greco-gotica subì assedi e saccheggi (553), riuscendo tuttavia a mantenersi autonoma sotto l’autorità vescovile anche di fronte alla minaccia longobarda (sec. VII). Costituitasi in ducato (duca-vescovo Stefano I, 755-800), fu conquistata dai normanni (1139) che ne favorirono lo sviluppo economico. Dopo il passaggio alla casata degli Svevi (1187) divenne grande centro di cultura in seguito alla fondazione dello Studium (università, 1224) da parte di Federico II. Ribellatasi agli Svevi sotto Corrado IV (1253), la città fu occupata dagli Angioini (Carlo I d’Angiò, 1266) e divenne la capitale (1282) di una nuova entità statale autonoma, che venne chiamata Regno di Napoli.
Passata ad Alfonso d’Aragona (1441), coinvolta nelle guerre tra francesi e spagnoli, venne da questi ultimi occupata nel 1503, divenendo capitale del vicereame.

Centro culturale e artistico lungo tutto il sec. XVII, fu però costantemente travagliata dalle crisi economiche e dalla sovrappopolazione, tanto che il malcontento popolare sfociò spesso in aperta rivolta (come ricorda l’episodio di Masaniello, 1647). Spopolata dalla peste (1656) e sconvolta dalle rivalità tra nobiltà e governo (congiura di Macchia, 1701), passò per un certo periodo agli Asburgo d’Austria (1707-24) e quindi a Carlo di Borbone di Spagna (1734) che ne fece nuovamente la capitale di un regno autonomo Il diffondersi della cultura illuministica e degli ideali rivoluzionari favorì la costituzione della Repubblica Partenopea (effimero tentativo rivoluzionario che durò dal 23 Gennaio al 25 Giugno del 1799). Occupata dai francesi (1806) e assegnata prima a Giuseppe Bonaparte, poi a G. Murat, con il congresso di Vienna (1815) tornò borbonica (Regno delle Due Sicilie). Tuttavia il movimento liberale rimase attivo (insurrezioni: 1820-21, 1848), sino all’occupazione garibaldina (7.9.1860) e il passaggio della città al Regno d’Italia. Durante la 2ª guerra mondiale seppe liberarsi da sola dell’occupazione nazifascista (quattro giornate di Napoli, 27-30 settembre 1943), precedendo l’ingresso delle truppe alleate (1.10.1943).

I vari periodi della storia della città sono rappresentati anche dal punto di vista artistico.

Per quel che riguarda la fase più antica ci sono i resti del foro romano, dei templi di Cerere, Giove e Apollo, del colombario detto Tomba di Virgilio (che risale all’epoca augustea). Il periodo cristiano è testimoniato dalle catacombe di S. Gennaro del sec. II, dal battistero di S. Giovanni in Fonte (sec. V, e che conserva anche mosaici), dal Duomo (sec. XIII, rimaneggiato), dalla Basilica paleocristiana di S. Giorgio Maggiore (sec. IV-XVII).

L’epoca medievale ha le sue maggiori testimonianze nelle chiese gotiche di S. Lorenzo Maggiore (sec. XIII), S. Domenico Maggiore (sec. XIII), S. Chiara (1310-28, che conserva un affresco di Giotto e con il famoso chiostro ornato da stupende maioliche) e S. Maria Donnaregina (1316).

Napoli, come si è detto, fu a più riprese una vera e propria capitale e l’edilizia civile porta i segni di queste fasi storiche: Castel Nuovo, noto come Maschio Angioino (1279-sec. XV, con arco trionfale di F. Laurana), la Reggia di Alfonso, i palazzi Cuomo (1464-90), Carafa (1466) e Gravina (1513-49), Porta Capuana (1484), la tomba del cardinal Brancaccio (1426-28, di Donatello e Michelozzo).

Il Rinascimento conferma la sua presenza anche nell’architettura sacra con le chiese di S. Anna dei Lombardi (1411-sec. XVII, che conserva le magnifiche cappelle Piccolomini e Mastrogiudice), di S. Caterina (1519-93), del Gesù Nuovo (1584-1601). Con la certosa di S. Martino (sec. XIV-XVII), con il convento dei Gerolamini (sec. XVI-XVIII) si passa all’epoca barocca e rococò.

Con il Palazzo Reale (1600-1748), Castel dell’Ovo (sec. XII-XVII), e il teatro S. Carlo (1737), uno dei simboli della città e uno dei più bei teatri “all’italiana” di tutta Europa, si entra già in pieno ‘700.

Fra i moltissimi musei cittadini vanno almeno ricordati: l’Archeologico Nazionale (con reperti provenienti da Pompei ed Ercolano), Civico G. Filangieri, Galleria Nazionale di Capodimonte (una delle più importanti pinacoteche italiane che vanta insigni capolavori dei maggiori artisti della nostra storia dell’arte), il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina; l’Orto Botanico.

Da visitare

 

Castel Nuovo:
è la struttura maestosa che svetta sul lato meridionale di Piazza del Municipio ed è la più imponente costruzione civile del periodo angioino e aragonese della città. La realizzazione iniziò nel 1279 per le nuove esigenze di corte che non si adattavano bene agli altri due castelli “dell’Ovo” e “Capuano”. Oggi ospita il Museo Civico e la Società Napoletana di Storia Patria. È caratterizzato da elementi architettonici importantissimi come le Torri, la Sala Grande o dei Baroni, ma soprattutto l’Arco di Trionfo di Alfonso che risale al 1453/68.

Palazzo Reale:
si affaccia sulla famosa e centralissima Piazza del Plebiscito e il primo nucleo risale al 1602, poi ci furono degli ampliamenti fra il 1743/48 e anche dal 1837 dopo un incendio. Conserva gli Appartamenti Storici, la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele”. La zona dell’appartamento storico è area museale che conserva ancora arredi, arazzi e dipinti di altissima qualità.

Complesso Monumentale di Santa Chiara:
è uno dei monumenti più importanti della città e sorse per volontà di Roberto d’Angiò. L’edificazione iniziò dal 1310; complesse vicende storiche e architettoniche hanno modificato o addirittura trasformato nel tempo la funzionalità dell’edificio. Il complesso comprende il Monastero dei Minori, la Basilica di Santa Chiara (il “pantheon” di Napoli); il meraviglioso Chiostro Maiolicato delle Clarisse; il Museo dell’Opera di S. Chiara con l’area archeologica.

Galleria d’Arte Moderna:
la collezione di pittura di fine Ottocento ha sede nell’Accademia di Belle Arti, presso l’ex convento di San Giovanni, fra Santa Maria di Costantinopoli e Piazza Bellini. La parte più consistente della raccolta è dedicata ai paesaggisti della scuola napoletana del secondo Ottocento.

Museo Archeologico Nazionale:
si trova al termine di via Santa Maria di Costantinopoli e domina l’omonima piazza. È senza dubbio una delle più importanti raccolte archeologiche del mondo per quel che riguarda la civiltà greco-romana. il palazzo che ospita il Museo era l’edificio della cavallerizza del 1586, trasformato nel Palazzo degli Studi tra il 1600 e il 1700.

Certosa e Museo Nazionale di San Martino:
la Certosa di San Martino venne fondata nel sec. XIV, ma già dal XVI iniziò a subire delle trasformazioni. È la più spettacolare testimonianza della cultura napoletana del ‘600. Il museo annesso alla certosa, risale al 1866. Il complesso museale ha vissuto una lunga campagna di restauro che si conclusa nel 2000, per il riallestimento delle collezioni e degli ambienti. Il museo comprende arredi sacri, una sezione navale, i meravigliosi giardini della Certosa con gli straordinari scorci panoramici, un antico studiolo, una sezione dedicata ai presepi, dipinti che raccontano in successione la storia della città e le sue grandi vicende.

Museo Nazionale di Capodimonte:
ha sede nella grande struttura, che si articola attorno a tre cortili, del Palazzo Reale di Capodimonte. La decisione di creare qui un museo risale a Carlo di Borbone che vi sistemò la collezione donatagli dalla madre Elisabetta Farnese. Dal 1758/59 le sale ospitarono la “Real Galleria di Parma”, come veniva chiamata allora la collezione. La moderna struttura delle Gallerie Nazionali risale al 1957. Dopo il terremoto del 1980 sono stati necessari profondi lavori di ristrutturazione: il primo livello è stato riaperto nel 1995 mentre il secondo nel 1999. Il museo comprende un Gabinetto di Disegni e Stampe, la Galleria dell’Ottocento, la Galleria Farnese, la Collezione Borgia, l’appartamento storico, la Galleria delle Porcellane e il salottino di porcellana. Al secondo piano trovano posto la Galleria di Pittura Napoletana dal XIII al XVIII sec, la Collezione d’Avalos, la sezione di Arte Contemporanea.


POMPEI
Le rovine archeologiche di Pompei sono famose in tutto il mondo per essere un unico esempio di una città romana di 2000 anni surgelata nel tempo e di una terribile catastrofe naturale successa nel passato.
La città fu coperta dalle ceneri di un'improvvisa eruzione il 24 Agosto 79 d.C. e rimase inviolata fino al XVIII secolo quando a poco a poco fu portata alla luce. La città fu probabilmente fondata dagli Osci nel VII secolo a.C. e per la sua posizione strategica fu sempre al centro di lotte tra gli antichi abitanti della regione: fu conquistata dagli Etruscchi e successivamente dalla città greca di Cuma (525-474 a.C.). Dopo le guerre sannitiche passò a Roma. Durante le guerre puniche rimase fedele a Roma guadagnando importanza e indipendenza dalla capitale. Al contrario durante la guerra civile provò a resistere a Roma, ma Silla la sconfisse (89a.C.).
La storia passata finisce il 24 agosto del 79 a.C. mentre la storia moderna inizia con le prime operazioni di scavo operate dai Borboni nel 1748. Dopo l'unificazione d'Italia (1860) i lavori di scavo furono affidati a Giuseppe Fiorelli che ebbe anche l'idea dei calchi riempiendo di gesso le cavità un tempo occupate dai corpi dentro la roccia vulcanica solidificata.
Pompei oggi accogli più di 2.5 milioni di visitatori ogni anno.

 


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